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giovedì 13 ottobre 2011

12 OTTOBRE - DELLE INDIE E DI RODRIGO

DIECIMILA MARAVEDI' DI JURO

Rodrigo era sempre stato fiducioso, addirittura certo di raggiungere le Indie e persino nei giorni più duri: lontani da casa in una direzione che nessun marinaio aveva mai intrapreso. Né Africa né Spagna e né Sud né Est ma

 Ovest

Ora rimanevano pochi dubbi che la meta fosse vicina: tronchi nel mare, forse addittura lavorati da mani umane; la luce in lontananza avvistata dal Capitano per un attimo.

Era questione di ore, forse minuti o meglio era una questione di Diecimila Maravedì: la fortuna promessa addirittura da Re Ferdinando in persona per chi avesse visto per primo le Indie o qualunque altra stramaledetta terra laggiù.

Con Diecimila Maravedì la sua famiglia si sarebbe sistemata per sempre. Non che Rodrigo avesse mai conosciuto la miseria perché era nato in un discreto benessere ma i problemi negli ultimi anni erano stati tanti: la fortuna aveva voltato faccia ai commerci di suo padre e Juan Rodriguez, questo il suo vero nome da convertito, faceva affidamento su questo viaggio per tornare vincitore a casa.
Convertito, sì, perché Juan Rodriguez de Bermejo (che tutti conoscevano come Rodrigo di Triana) era musulmano e per salire sulle cattolicissime Caravelle donate da Sua Maestà Isabella fu costretto al Cristianesimo con un rapido battesimo. In fondo a lui importava assai poco che Dio si trovasse A Roma o altrove o che avesse avuto un figlio in giro per la Terra Santa 1500 anni prima: era un uomo di mare e bastava che Dio o Allah tenessero a galla la nave e gli regalassero quei maledetti soldi promessi dal Re (e mettiamoci anche la giacca di seta aggiunta da Colombo all'ultimo momento come ricompensa aggiuntiva).

Rodrigo era certo il predestinato: dalla coffa della Pinta dove non si era addormentato neppure un secondo, alle due di notte di quel 12 ottobre fu certo di non avere abbagli.

"TERRA!"

Rodrigo gridò la sua scoperta come se fosse già ricco, con l'immagine del Re che consegnava il denaro tra cerimonie e sigilli.

Un' immagine, appunto.

Indigeni nudi e senza civiltà, qualche frutto nuovo e niente stoffe, semmai cotone filato che regalavano in cambio di pietruzze e gingilli. Niente di così interessante se non pappagalli molto colorati e animali.

Al ritorno in Spagna pochi soldi, porte chiuse e niente promesse mantenute. Niente Diecimila Maravedì, niente onori, niente feste.
Pochi soldi, porte chiuse, niente promesse mantenute.

"Al Diavolo Colombo, al Diavolo Ferdinando e pure Isabella!
Al Diavolo la Pinta e le Indie!"
Ora Rodrigo, dopo tanti anni da quell'avventura, racconta ai figli e agli amici a Siviglia di quando a 23 anni vide per primo "il Nuovo Mondo" e nessuno adesso sembra credergli anche se sanno come sia stato un importante membro di quella famosa spedizione di 40 anni prima.

Ha odiato Cristoforo Colombo e quel viaggio per tutta la vita. Le sue speranze di ragazzo e i suoi sogni di gloria infranti lo hanno accompagnato eppure, dopo tanto tempo, tra i palazzi e le strade di Siviglia porta ancora con orgoglio i suoi ricordi, sente ancora quei momenti come una sua presenza nella storia

e indossa ancora quella vecchia e cara giubba di seta dell'Ammiraglio.




americhe
 

venerdì 30 settembre 2011

DELL'AUTUNNO E DELL'ESTATE


IL PRIMO DI NOVEMBRE



Una maniera di fare informazione pressapochista e popolare vuole farci credere che l'equinozio d'autunno, fissato il 21 settembre, coincida con la fine dell'estate. I nostri negozi ci propongono la collezione di sciarpe e cappotti quando ancora al pomeriggio il termometro segna 30 gradi all'ombra e i vecchi si sorprendono di come le giornate si accorcino in fretta come se non fosse avvenuto lo stesso negli ultimi miliardi di anni da quando il nostro pianeta ha un asse inclinato rispetto alla sua orbita.

In verità nella Pianura Padana settembre è ancora un mese piuttosto mite, talvolta con buone massime fino ad ottobre e, così come quest'anno, in genere scarsamente piovoso.

Eppure non è meteorologico il motivo per cui, da molti anni, impongo fascistamente che l'autunno cominci il giorno 1 di novembre. Fino a tale data non indosso giubbe o cappotti e, potendo, neppure felpe.
Il fatto è che da almeno un paio di decenni questa stagione ha preso a piacermi e mi ha regalato emozioni e tranquillità che l'autunno ruba seminando freddo, angosce, traffico, piogge, mal di gola e stress con la sola pausa del Natale che è spesso troppo breve per poter essere afferrata.

Ogni volta la stagione del Sole risveglia inevitabilmente cuore ed ormoni: rinascono amori e passioni quasi sempre destinati a non durare, si dimagrisce, si diventa persino più belli o ci si crede tali. La lunghezza delle giornate mi fa riscoprire la voglia di fare, di essere che poi muoiono con l'autunno, con l'acqua per strada, l'acqua nel cielo, il freddo nella testa.
La depressione è una falsa amica, qualcuno la crede sincera, rassicurante nella sua monotonia e invece è alle nostre spalle che cerca un cielo buio per incastrarci e distruggerci.

Primo novembre.
Fino al primo novembre la mia mente e il mio corpo sono esposti al Sole, ad un abbraccio o solo a un ricordo di esso, al piacere di un pomeriggio all'aperto senza impegni e obblighi.


 



domenica 24 luglio 2011

FORSE NON TUTTI SANNO CHE


PERRAULT E I FRATELLI GRIMM
 




Si dice spesso che, le storie originali dei Fratelli Grimm e di Perrault, siano differenti rispetto a quelle a noi raccontate da bambini. In particolare mi ha sempre incuriosito che si parlasse di particolari assai più macabri nei finali delle loro favole: non meno terribili del celebre pifferaio di Hamelin o delle affascinanti storie di Andersen che, per quanto note, sono state sempre evitate dalle produzioni Disneyane.

La matrigna di Cenerentola, ad esempio, chiede alle sorellastre di tagliarsi il dito o il calcagno per riuscire ad indossare la scarpetta e l'altra nota matrigna, quella di Biancaneve, dovrà indossare un paio di pantofole roventi e morire per il dolore come punizione finale della sua cattiveria.

Ma questo è ancora poco.
Molte di queste fiabe sono raccolte e rivedute dagli scrittori dell'epoca partendo da antiche tradizioni orali .
Se già nel Cappuccetto Rosso di Perrault ci sono chiari riferimenti sessuali (la bimba viene invitata dal lupo a spogliarsi per mettersi a letto con lui), secondo le ricerche e le raccolte fatte basandosi sulle antiche versioni orali si arrivava a addirittura a riti cannibalici con Lupo e Cappuccetto che mangiano i resti della nonna.

Sono convinto che il pudore che contraddistingue il modo di raccontare storie ai bambini negli ultimi settant'anni sia legato alla netta differenza nell'approccio all'educazione delle ultime generazioni di genitori.
Nella vita come nella narrazione si bada più a evitare, a nascondere il male e far vivere i bimbi nell'illusione di un mondo ideale piuttosto che mettere in guardia gli stessi dai tremendi pericoli della vita.
A questo servivano le fiabe oltre che ad offrire perle di saggezza spicciola: a tenere gli occhi aperti per i "mostri" che si potevano incontrare che, più che lupi, streghe o bestie selvatiche, erano più spesso uomini.
 




Quando stavano per essere celebrate le nozze con il principe, arrivarono le false sorellastre: esse volevano ingraziarsi Cenerentola e partecipare alla sua fortuna. All’entrata della chiesa, la maggiore si trovò a destra di Cenerentola, la minore alla sua sinistra. Allora le colombe cavarono un occhio a ciascuna. Poi, all’uscita, la maggiore era a sinistra e la minore a destra; e le colombe cavarono a ciascuna l’altro occhio. Così esse furono punite con la cecità per essere state false e malvagie.

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venerdì 8 luglio 2011

IL SOLDATO TEDESCO


Uno degli aspetti che più amo del mio rapporto con la bicicletta è quel romantico dubbio che sia lei e non io a decidere quale meta si  raggiungerà ogni volta che partiamo assieme.
Non sono un vero ciclista: raramente durante l'anno riesco a godermi un bel giro con la mia due ruote ma quelle poche volte amo andare più lontano possibile. Io decido la direzione iniziale, magari ho in mente anche un luogo che vorrei vedere o rivedere durante il percorso, poi è il caso, la voglia di provare nuovi sentieri e strade oltre agli eventi e le sensazioni lungo il cammino che mi conducono sempre più lontano. Altrove.

Un' altra magia legata alla bicicletta è quella che ti mette in comunicazione con tante persone sconosciute quando entri in un paese. Se tu arrivi in automobile difficilmente ti rivolgono uno sguardo o una parola: quando invece giungi pedalando da solo (magari non attrezzato e vestito come un professionista della Parigi Roubaix) le signore e gli anziani o i bambini si sentono talvolta in dovere di accoglierti, di comunicare con te anche solo per un minuto.

Poco tempo fa ho pubblicato sul più noto Social network mondiale (non lo nomino ben sapendo che ho trascurato questo blog dal mio ingresso su quel portale) un noto spezzone del film "Tutti a casa" di Comencini.

Si è trattato di una sorta di profezia.

In quel video un soldato dell'esercito nazista, un disertore, si consegna spontaneamente a un drappello di soldati italiani (ovviamente siamo nel periodo dopo l'armistizio  del 43). Alberto Sordi interpreta il Tenente che guida il gruppo di soldati alleati e rifiuta, anche un po' alterato, la "scomoda" richiesta del poveraccio. La scena è ironica sebbene drammatica nel suo significato.

Qui mi ricollego alla bicicletta.

Neanche 24 ore dopo aver pubblicato questo video mi ritrovo in bicicletta nell'Appennino Bolognese.
Pedalando su quelle salite fai sempre i conti con la storia, con la guerra: i rinforzi, gli scavi o le trincee, le scritte misteriose (in lingua tedesca) e terrificanti sulle case occupate dai nazisti 67 anni fa.
Sono le strade della Linea Gotica: le stesse strade dove esplodevano le trappole di entrambi gli schieramenti; le medesime case che furono bombardate (come la mia) oppure i campi e i fienili dove ancora si ritrovano armi, elmetti e arnesi di quel dannato periodo.

Neanche 24 ore dopo aver pubblicato quel video raggiungo il paese di Castel D'Aiano che fu il luogo di un momento cruciale di quella guerra. La conquista di Castel D'Aiano significò praticamente l'inizio della rottura della Linea Gotica in questa zona centrale: da quel momento, con qualche ultimo combattimento, iniziò la marcia verso Bologna e Modena dei vari reparti.

Neanche 24 ore dopo, un signore troppo giovane per aver visto di persona la Seconda Guerra Mondiale, mi rivolge la parola avendomi visto interessato ad alcune note storiche su una parete e dopo qualche spiegazione mi racconta una storia del tutto simile a quella del riquadro visto ne film di Comencini. Un soldato, un disertore tedesco, che si consegna ai parenti di questo signore nella speranza che lo conducano da qualcuno come prigioniero di guerra.

Questo è il mio "revisionismo storico" di oggi: anziché negare le atrocità di quel periodo e la crudeltà umana
si può andare per un attimo dall'altra parte della Linea Gotica ma non al fianco di generali sadici e criminali bensì provare a guardare quei semplici soldati stremati dalla paura, dalle bombe, dalla fame. Si può provare a immaginare quei tanti che cominciarono a capire, se già non lo avevano fatto, che stavano difendendo un potere e non un ideale né una patria: che si stavano facendo ammazzare tutti e basta.

Altre storie mi ha raccontato quel signore, tante altre ne ho ascoltate in vita mia da chi ha visto con i propri occhi (al contrario della mia e delle generazioni successive che preferiscono leggere quel periodo attraverso il filtro di libri politicizzati).

Ho ripreso la bicicletta, dopo un piatto di tagliatelle
e sono passato a salutare il ceppo che ricorda Bob Dole: un giovanotto americano di quasi 70 anni fa che tempo dopo divenne un potente e noto senatore candidato alla Casa Bianca ma che ricorda anche un altro ragazzo, un membro della decima divisione di montagna americana che perì a Castel d'Aiano per liberare un paesino che non aveva mai visto prima in vita sua.


http://www.youtube.com/watch?v=E0HQ1Ul61hQ&feature=player_embedded








domenica 2 gennaio 2011

L'ANNO NUOVO


PRIMO GENNAIO


 


Il terzo bicchiere di spumante probabilmente era troppo

troppo per chi già aveva ecceduto a cena tra bianco e rosso.

"BUON 2011!"

Riuscii ugualmente a ballare fino a tardi: non mi sentivo male e neppure così intontito, almeno fino all'ultimo bicchiere. Il terzo bicchiere di spumante, appunto.
Pensai a Cristina, la pensai ad un'altra festa, la pensai con un altro uomo ed il dolore per un attimo mi fece dimenticare che l'anno era già finito e che un colpo di spugna avrebbe cancellato tutto: ero lì per quello, per non pensarci. Il dolore non esiste, Cristina uguale passato, Paolo uguale futuro. Pensa a te stesso, pensa a te stesso. Riparti dalla nuova vita, ricostruisci i pezzi mancanti, dai valore al tuo lavoro e alle tue passioni.
Pensa a te stesso, pensa a te stesso.

Il dolore si rinascose nel fegato, sempre presente ma più lieve, in pausa ed in agguato al tempo stesso ma riuscii a dominarlo ridendo forte e pronunciando il suo nome nella mia mente. "AH AH! E' stata une bella parentesi della mia vita! FI-NI-TA. Cristina uguale passato, Paolo uguale futuro"

Potevo continuare a ballare.
 
"BUON 2011 Elisa! BUON 2011 Mary! BUON 2011 Veronica!"

C'erano così tante ragazze lì ed io avevo speso un anno della mia vita con quella sbagliata. Alcune di quelle che stavo abbracciando in quei momenti avevano anche cercato qualche approccio con me che invece vedevo solo Lei, sempre Lei accidenti!

"BUON 2011!"  Era finito questo schifo di 2010, finito grazie a Dio!

1 gennaio 2011 a casa mia, la festa a casa mia che avevo pensato molto tempo prima. Che avevamo pensato in due.

Lasciamo perdere.

Non stavo più bene. Pensai di adagiarmi un momento in camera da letto, cinque minuti per riprendermi.
Mi addormentai in diagonale, con la testa dalla parte dei piedi che invece penzolavano a pochi centimentri dal cuscino.



Al mio risveglio era già pieno giorno. Silenzio assoluto. Solo il transito di un'automobile a pochi metri dalla mia finestra a piano terra.
Richiudo gli occhi per riaprirli pochi secondi dopo.
Non c'è nessuno.

"Che figura! Non saranno riusciti a svegliarmi e saranno andati via senza salutare."

La mia camera era come l'avevo lasciata la sera prima ma avevo dormito sotto le lenzuola,con il cuscino normalmente sotto la testa. Mi avevano dovuto persino sistemare nel letto.
Qualcuno aveva spostato alcuni oggetti nella stanza: una valigia in alto, il tappeto.
La foto di Cristina era sparita e non ricordavo di averla tolta: pensavo che nessuno dovesse aver bisogno di entrare in camera mia per cui non avevo avuto il coraggio di toglierla, non ancora
anche se non volevo lasciare prove concrete che io pensassi ancora a lei.

Feci pochi passi fuori dalla stanza e mi fermai come in un incubo. Qualcuno aveva bevuto quanto me e si era divertito un po' ovunque a spostare oggetti, togliere quadri.
Altri passi. In cucina.
Tutto era pulito. Forse Silvia, Betty mentre dormivo avevano messo a posto.
Tutto in ordine. Cominciai a guardare nei cassetti, nei pensili. Non solo era tutto a posto e pulito ma anche nel modo in cui lo avrei fatto io. Forse non ricordavo, forse sono sonnambulo.
Il frigo.
"Oh Mio Dio" dentro c'erano altre cose, altro cibo che non avevo comprato io. Ricordavo benissimo di aver finito il burro ed ora ne trovavo più di mezzo panetto. Tutto era diverso. Cosa diavolo era successo?
Può darsi fosse già pomeriggio anche se non sembrava dalla luce. Guardai la sveglia: 10.45 del mattino. Controllai l'orologio nello studio: 10:46
Pensai addirittura fosse già il 2 gennaio e qualcuno avesse mangiato in casa mia vegliandomi. Che assurdità! mi avrebbero portato in ospedale! O forse c'ero già stato? Forse non era niente di grave ed ero stato dimesso e qualcuno aspettava il mio risveglio da un momento all'altro.
Ma non c'era nessuno.
Controllai in giardino.
Nessuno.
Controllai la sveglia
primo gennaio, 2 gradi centigradi.

"BUON 2011!" pensai. Cominciamo bene. "Buon 2011....."
Osservai un attimo il calendario in cucina lasciandomi cadere sul divano ad angolo: uno dei tre mutui che stavo ancora pagando per un capriccio di Cristina.
Anche il calendario non era lo stesso: non si erano accorti che avevo già  appeso il calendario nuovo della Banca?
"Che stupidaggine" pensai guardando il numero più grande a 4 cifre
Mi avvicinai alzandomi in piedi per poter vedere bene.
Presi in mano il calendario sganciandolo dall parete e finalmente i miei occhi si spalancarono.

Corsi in camera da letto per cercare l'orologio da polso, spinsi un pulsante e il cuore mi saltò in gola.

era di certo un incubo.

Accesi la radio, girai tutte le stazioni cercando la voce di qualcuno.



"......Come avete passato l'ultimo dell'anno? Avete bevuto eh?......"
Questa frase accompagnata in sottofondo dalle note di una canzone sconosciuta attirò la mia attenzione

".....beh amici all'ascolto...per chi è già cosciente.....per chi è riuscito ad alzarsi prima di mezzogiorno..... noi siamo sempre qui a tenervi compagnia


in questo

primo

gennaio

2012




 

n12-black-300

venerdì 1 ottobre 2010

PAOLO ED EVA


GENESI SECONDO PAOLO





GENESI 1,1

Il padrone piantò un giardino, in Oriente

 Lì fu posto Paolo perché lo custodisse e lo coltivasse
Il Padrone diede questo comando a Paolo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino ma di quest'albero al centro non devi mangiare, perché ne moriresti"
"E sia" rispose Paolo "...certo che gli altri alberi sono tutti cachi e a me i cachi non piacciono perché hanno tutta la bavetta...comunque obbedisco..."



 
GENESI 1,2
 
Poi il Padrone disse: "Non è bene che Paolo sia solo: gli voglio fare un aiuto che sia a lui simile". Allora il Padrone pose al suo fianco LUCIANO.



Paolo parve non gradire LUCIANO in quanto TROPPO simile a lui, così il Padrone pose al suo fianco EVA.
Paolo guardò bene la sua nuova compagna. Essa era tutt'altro che desiderabile e disse: "Posso riavere LUCIANO?" ma ormai era troppo tardi
e Paolo vide che non era cosa buona.

 



GENESI 2

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche, poi giunse un ippopotamo che lo calpestò involontariamente ed il serpente non fu più la più astuta tra tutte le bestie selvatiche perché morì.

Così uno gnu dovette andare da Eva e disse: "E' vero che il padrone ti ha detto che non dovete mangiare dell'albero al centro del giardino?"

"No, rispose Eva - lo ha detto a PAOLO mica a me e comunque Paolo dice che non dobbiamo ugualmente perché pensa che faccia più schifo ancora dei cachi"

"Non fa schifo . disse lo gnu - è solo molto pericoloso!"

A quella parola Eva prese subito dei frutti dell'albero al centro del giardino e scoprì che erano buoni. Ne diede a Paolo che rifiutò con sdegno ma Eva disse che erano fortemente lassativi e lui ne consumò decine.

Improvvisamente - forse a causa della vitamina A dei frutti pensò Paolo - i due si accorsero di essere nudi e Paolo si affrettò a coprire Eva con grosse foglie per non vederla più nuda che, sinceramente, era uno spettacolo disgustoso.
Poi si coprì anche lui ma non conosceva ancora tutte le piante del giardino e da quel giorno decise che non si sarebbe più usata l'ortica per tali necessità.

Il Padrone li rintracciò e disse a Paolo: "DOVE SEI???"

Rispose lui:
"Ho sentito il tuo passo e ho creduto che fossi LUCIANO, sai: sono nudo ed avevo paura"

"COME HAI FATTO A SAPERE CHE ERI NUDO? HAI MANGIATO LA VITAMINA A DEI FRUTTI DELL'ALBERO DEL GIARDINO?"
"Lo sapevo che era la Vitamina A" pensò PAOLO.... "Sì, SONO NUDO ma aspetti...il peggio deve ancora venire: anche EVA è nuda, è una cosa terribile! Comunque i frutti me li ha dati lei, con l'inganno! Non sono per niente purganti!"

"EVA! CHE HAI FATTO????"

"E' stato lo gnu" rispose EVA

"GNU!CHE HAI FATTO????"

"E' colpa dell'ippopotamo, padrone, altrimenti lo avrebbe fatto il serpente e questo si sa"  precisò lo gnu.

"SERPENTE!!! Ah, no, il serpente è morto.... COMUNQUE SAPEVATE CHE CHI MANGIA QUEI FRUTTI MORIRA'??!!!!!"

"No. ORA lo sappiamo - rispose PAOLO - e dunque?"

"APPUNTO.
MORITE E BASTA"

FINE

 

mercoledì 15 settembre 2010

SUL MEZZO


IL VIAGGIATOR DISTRATTO



Io sono il viaggiator distratto
nel tratto tra Bologna e Monteveglio:
addormentato fin dal Meloncello
soltanto in cima a Zocca mi risveglio.
E' meglio ch'io non lasci mai un ombrello
...appeso: l'autobus ha già la collezione
di oggetti con la firma del mio nome




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domenica 5 settembre 2010

CYRANO


DENTRO


Ces grands airs arrogants !
Un hobereau qui... qui... n'a même pas de gants !
Et qui sort sans rubans, sans bouffettes, sans ganses !


Moi, c'est moralement que j'ai mes élégances
Je ne m'attife pas ainsi qu'un freluquet,
Mais je suis plus soigné si je suis moins coquet ;

Je ne sortirais pas avec, par négligence,
Un affront pas très bien lavé, la conscience
Jaune encore de sommeil dans le coin de son oeil,
Un honneur chiffonné, des scrupules en deuil.

Mais je marche sans rien sur moi qui ne reluise,
Empanaché d'indépendance et de franchise ;
Ce n'est pas une taille avantageuse, c'est
Mon âme que je cambre ainsi qu'en un corset,
Et tout couvert d'exploits qu'en rubans je m'attache,
Retroussant mon esprit ainsi qu'une moustache,
Je fais, en traversant les groupes et les ronds,
Sonner les vérités comme des éperons.




TRADUZIONE IN VERSI 


Che modi arroganti!
Uno zotico che esce senza guanti!
senza alamari, nastri e galloni!


Ma è moralmente che ho le mie distinzioni!
Io non mi atteggio come un fighetto
ma sono più pulito se son meno perfetto:

Io non uscirei mai con, per negligenza,
un affronto mal lavato, la coscienza
ancora ingiallita di un occhio assonnato
un onor gualcito, uno scrupolo non lavato

ma io marcio senza nulla in me che non risplenda
con pennacchi di indipendenza e tremenda
franchezza; non ho una gran misura del mio petto
ma l' anima tengo dritta come in un corsetto
e ricoperto di avventure, come nastri che io allaccio
drizzando il mio spirito come dei baffi, io faccio
in mezzo ai falsi e ai birboni
suonar le verità siccome degli sproni!





 



E. Rostand



CYRANO
 

lunedì 30 agosto 2010

GIOCHI D'INFANZIA


BATTAGLIA NAVALE



Giocavo a battaglia navale ma in un modo nuovo.

"Le navi si muovono, nel mare - così pensai - se voglio che tutto sia più realistico posso spostarle per evitare che siano colpite"
Il mio avversario chiamava le combinazioni di lettere e numeri ma le mie corazzate viravano per tempo sentendo l'attacco imminente grazie a una semplice matita dotata di gomma (questo dimostrava che le navi a matita sono più agili di quelle disegnate a biro)

I miei colpi invece giungevano precisi sul bersaglio quasi sempre: ci vuole un'ottima vista per essere bravi soldati in mare e io riuscivo spesso a vedere le posizioni avversarie dal momento che l'altro giocatore non copriva a sufficienza il suo foglietto (pessima strategia di difesa per un generale).

Con questa tattica mi credevo imbattibile finché un pomeriggio il mio vicino di casa Alex mi sconfisse pesantemente per tre partite a zero.
Solo dopo molto tempo mi raccontò di aver usato in quella occasione una tattica ancora più ingegnosa: Alex le navi non le disegnava nemmeno, fingeva di farlo. "Militarmente parlando - mi disse - mi sembrava giusto proteggere la mia flotta in un porto più sicuro piuttosto che esporla a una prevedibile decimazione in campo aperto"








GIOCHI D

venerdì 27 agosto 2010

TURISTI IN ITALIA


PLEASE, DON'T DO IT

Torno a scrivere sul mio amato quaderno d'appunti per proporre una delle mie amate classifiche, simile ad altre che già pubblicai tra queste pagine.




Nei miei viaggi per le città ed i paesi italiani (ché credo di averne visitati un buon numero) mi ha sempre incuriosito osservare i comportamenti dei turisti stranieri.
Muoversi in una nazione che non è la propria crea sempre un minimo di difficoltà che fanno nascere situazioni umoristiche o ridicole.

Colpisce particolarmente però, suscitando riso e commiserazione, tutta quella serie di comportamenti abituali e ripetuti quasi da chiunque decida di visitare il nostro magnifico paese che sono da considerarsi fuori luogo, pacchiani o che identificano comunque "il turista straniero" come tale senza bisogno di osservarne i connotati.

Per questo ecco di seguito la mia personalissima




CLASSIFICA DEI GESTI E DEI COMPORTAMENTI DA SCONSIGLIARE AL TURISTA STRANIERO
 



(a partire dalla ottava posizione)




 



8. UTILIZZARE PAROLE IN LINGUA SPAGNOLA O GRECA QUI DA NOI convinti che nel mediterraneo parlino tutti una lingua comune.

7. UTILIZZARE PAROLE E CANZONI NAPOLETANE IN TUTTA ITALIA PER FAMILIARIZZARE CON SCONOSCIUTI  convinti che il meraviglioso patrimonio culturale partenopeo sia noto e fatto proprio anche a Desenzano sul Garda

6. PRESENTARSI ALLA STAZIONE DEI TRENI DI BOLOGNA IL 14 NOVEMBRE IN BERMUDA.
   Tipico di tedeschi e nordici, uomini tra i 20 e i 40 anni. Primo: non siamo in Turchia. Secondo: anche se loro non sentono freddo...noi sì!

5. ORDINARE "SPAGHETTI ALLA BOLOGNESE" : Al massimo sarebbero al ragù ma in tutto il mondo ti portano un orrenda salsa di carne ben lontana da quella originale e comunque un ristorante serio non spreca il ragù sugli spaghetti. sono necessarie perfette tagliatelle fatte dalle sfogline!  (e molti continueranno a preferire spaghetti stracotti e collosi a perfette tagliatelle al dente).

4. FERMARSI AI BANCHETTI DEGLI AUTOGRILL PER SCOMMETTERE "AI 3 BICCHIERI CON LA PALLINA NASCOSTA"

RULLO DI TAMBURI. PRIME 3 POSIZIONI

3. ACQUISTARE RIPRODUZIONI DI MONUMENTI (i piu' noti)  IN SCALA 1:30    
 Ma che razza di mensole hanno in casa?????

2. LA FOTO IN PROSPETTIVA MENTRE SI SOSTIENE LA TORRE DI PISA.
vi prego non fatelo...rendetevi conto....siete tra i duecentomila turisti all'anno con la stessa foto. Vi concedo il centurione romano muscoloso ma questa no!

1. GUIDARE SULLA CORSIA DI SINISTRA (per i britannici). Ammetto di non averlo mai visto di persona. Comunque sarete d'accordo che sia cosa da non fare assolutamente.





   
 
 
 
 


STRANIERI IN ITALIA



http://www.youtube.com/watch?v=8T1mv1XPQu4




http://www.youtube.com/watch?v=8T1mv1XPQu4








 

venerdì 16 luglio 2010

LENTAMENTE MUORE


LENTAMENTE MUORE

(di sicuro non è di Neruda, l'importante è che non la reciti Mastella)

 



Lentamente muore 
chi mangia 10 uova fritte con il mascarpone ,
cioccolati,
wurstel e dolciumi olandesi dopo una carbonara -
(ma morirà comunque tra atroci dolori)

Muore lentamente chi vuole farsi investire
ma anziché aspettare un tir
sceglie di sdraiarsi su uno stretto rettilineo
mentre passa su di lui la dodicesima tappa del tour de France.

Muore lentamente chi crede per anni sia facile fermare con la fronte sul muro una banconota lasciata cadere dall'alto mille volte,
chi mangia ogni sera al Cinese per completare i bollini,
chi non ricorda mai quello che ha appena fatto e per senso del dovere si reca all'AVIS quattro volte nella stessa mattina per il prelievo.

Evitiamo la morte a piccole dosi, quando fare il trapezista sull'alta tensione potrebbe semplificare il compito.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida fine.


 


 

giovedì 1 luglio 2010

INFINITO


Mi innamorai di questi versi quando avevo più o meno sei anni ed è uno dei più antichi ricordi della mia vita.
Io, immerso nella vasca, che leggo su una vecchia raccolta dei "Canti" di Leopardi e imparo a memoria alcuni versi della prima poesia della mia vita.

Nemmeno sapevo bene cosa fosse una poesia: nella mia ancora breve vita avevo letto e ascoltato solo filastrocche, canzoncine, favole. I grandi componimenti in versi erano un mistero mescolato ai tanti libri della biblioteca di casa, uno di quei volumi più leggeri che avrebbe dovuto attirarmi per l'abbondanza di spazi bianchi tra le parole rispetto a un libro tradizionale, per la brevità di quelle letture ma che mi pareva, al contrario, qualcosa di troppo distante da me e in un linguaggio da adulti. Non ne vedevo un inizio e una fine, non raccontava una storia.

Poi incontro Giacomo Leopardi, per caso. Tutto perché mi era capitato di ascoltare i primi versi dell' "Infinito" in uno sceneggiato televisivo sulla sua vita e per quel poco che potevo capire allora ero rimasto impressionato dal senso di oppressione che mi comunicava quella sua adolescenza di provincia, con una famiglia e un'educazione rigida. Non so perché ma mi ero convinto che il primo verso "Sempre caro mi fu quest'ermo colle" fosse riferito a una piccola collinetta davanti casa, come quelle collinette di terra che avevo nel giardino della scuola e che Leopardi, per qualche diniego paterno, non si fosse mai allontanato da casa e non avesse mai oltrepassato quella collina. "....Che di tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude": c'era quella maledetta collina e quella siepe, sì gli erano care, però non riusciva neanche a vedere cosa ci fosse oltre.
Lo dipingevo ben più limitato e oppresso dalla famiglia di quanto effettivamente non sia stato.

Era la mia prima vera immagine poetica.
Neppure potevo ben capire la profonda cultura e filosofia nascosta dietro ogni verso ma mi affascinava questo giovane uomo che immaginavo non essersi mai allontanato da casa
tanto da non aver visto neppure cosa ci fosse oltre quella collina, quella siepe


ma solo ora, dopo così tanto tempo
comprendo tanto di questa poesia
e sono forse più vicino a chi l'ha scritta.
Solo adesso vedo oltre quella siepe, ascolto e temo
silenzi terribili e sono richiamato al pensiero dell'esistenza
da un insetto, una foglia, un albero.
E pure mi ritrovo a fuggire da questa realtà inaccettabile
naufragando nell'Infinito



L'INFINITO
Giacomo Leopardi

Sempre caro mi fu quest’ermo colle

e questa siepe che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni e la presente
e viva, e il suon di lei: Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

martedì 12 gennaio 2010

LETTERA DI RISPOSTA

IL CAMALEONTE





....Per il resto sono quello che voglio a seconda del momento:
un camaleonte, un innovatore all'antica, un Gandhiano coi forconi.

 
Sono antico e moderno: uso facebook ma le frasi carine alle ragazze le scrivo su carta e non le mando via SMS, le fortunate che le ricevono le cestinano ma possono anche distruggerle con il laser. 

 
Amo l'Italia ma vivrei volentieri in un paese migliore (cioè quasi tutti).
Vorrei ordine, regole, rigore, pulizia e disciplina senza eccezioni ma poi ho in mente il furore proletario anti borghese.


Quando ascolto Tony Bennet però, quando sono seduto su un divano ed ascolto tony Bennet non provate a mettere su Rihanna o ne pagherete le conseguenze.....

sabato 9 gennaio 2010

E LE STELLE STANNO A GUARDARE....

L'ANNO CHE VERRA'



Davvero signori, davvero

è un dispiacere deludervi

nessuno conosce il nostro futuro: il fatto stesso che crediamo a chi predice il futuro ancor prima che esso avvenga la dice lunga.
Nessuno parla coi morti, se lo facesse non capirebbe comunque cosa dicono.
Nessuno vede il futuro nelle stelle, fossero anch'esse capaci di modificare la nostra vita non esiste uomo in grado di capire come.
Nessuna posizione o congiunzione astrale, niente di niente.

Le stelle sono meravigliose compagne e testimoni dei nostri sentimenti, straordinaria scenografia dei nostri amori e delle nostre solitudini: ancora molti vogliono ridurle a spietate fautrici del nostro destino, capaci di decidere del bene e del male.

E poi è inutile, per quanto ci sforziamo non è possibile negare cinque secoli di scienza che hanno decretato la morte dell'astrologia in mille maniere.
 
Ricordate "I vestiti nuovi dell'Imperatore" ?  Lo stesso avveniva alle corti per gli astrologi: solo uno sciocco non poteva credere loro. Non parliamo del popolo che, allora come oggi, crede a tutto.

Per alcuni è solo un gioco divertente ma tale gioco permette all'astrologo di vivere nell'ozio e a chi lo legge di lavorare otto ore in ufficio.

In mente ho solo un pensiero divertente: quando un bambino pronuncia frasi insensate gli adulti ridono, quando dice le stesse cose un astrologo lo ascoltano invece con attenzione. Gli credono pure.



pleiadi-marco

venerdì 8 gennaio 2010

LA QUERCIA DEL TASSO

LA QUERCIA DEL TASSO
Achille Campanile



Quell'antico tronco d'albero che si vede ancor oggi sul Gianicolo a Roma, secco, morto, corroso e ormai quasi informe, tenuto su da un muricciolo dentro il quale è stato murato acciocché non cada o non possa farsene legna da ardere, si chiama la quercia del Tasso perché, avverte una lapide, Torquato Tasso andava a sedervisi sotto, quand'essa era frondosa.


Anche a quei tempi la chiamavano così.


Fin qui niente di nuovo. Lo sanno tutti e lo dicono le guide.


Meno noto è che, poco lungi da essa, c'era, ai tempi del grande e infelice poeta, un'altra quercia fra le cui radici abitava uno di quegli animaletti del genere dei plantigradi, detti tassi.


Un caso.


Ma a cagione di esso si parlava della quercia del Tasso con la "t" maiuscola e della quercia del tasso con la "t" minuscola. In verità c'era anche un tasso nella quercia del Tasso e questo animaletto, per distinguerlo dall'altro, lo chiamavano il tasso della quercia del Tasso.


Alcuni credevano che appartenesse al poeta, perciò lo chiamavano "il tasso del Tasso"; e l'albero era detto "la quercia del tasso del Tasso" da alcuni, e "la quercia del Tasso del tasso" da altri.


Siccome c'era un altro Tasso (Bernardo, padre di Torquato, poeta anch'egli), il quale andava a mettersi sotto un olmo, il popolino diceva: "E' il Tasso dell'olmo o il Tasso della quercia?".


Così poi, quando si sentiva dire "il Tasso della quercia" qualcuno domandava: "Di quale quercia?".


"Della quercia del Tasso."


E dell'animaletto di cui sopra, ch'era stato donato al poeta in omaggio al suo nome, si disse: "il tasso del Tasso della quercia del Tasso".


Poi c'era la guercia del Tasso: una poverina con un occhio storto, che s'era dedicata al poeta e perciò era detta "la guercia del Tasso della quercia", per distinguerla da un'altra guercia che s'era dedicata al Tasso dell'olmo (perché c'era un grande antagonismo fra i due).
Ella andava a sedersi sotto una quercia poco distante da quella del suo principale e perciò detta: "la quercia della guercia del Tasso"; mentre quella del Tasso era detta: "la quercia del Tasso della guercia": qualche volta si vide anche la guercia del Tasso sotto la quercia del Tasso.
Qualcuno più brevemente diceva: "la quercia della guercia" o "la guercia della quercia". Poi, sapete com'è la gente, si parlò anche del Tasso della guercia della quercia; e, quando lui si metteva sotto l'albero di lei, si alluse al Tasso della quercia della guercia.


Ora voi vorrete sapere se anche nella quercia della guercia vivesse uno di quegli animaletti detti tassi.


Viveva.


E lo chiamarono: "il tasso della quercia della guercia del Tasso", mentre l'albero era detto: "la quercia del tasso della guercia del Tasso" e lei: "la guercia del Tasso della quercia del tasso".


Successivamente Torquato cambiò albero: si trasferì (capriccio di poeta) sotto un tasso (albero delle Alpi), che per un certo tempo fu detto: "il tasso del Tasso".


Anche il piccolo quadrupede del genere degli orsi lo seguì fedelmente, e durante il tempo in cui essi stettero sotto il nuovo albero, l'animaletto venne indicato come: "il tasso del tasso del Tasso".


Quanto a Bernardo, non potendo trasferirsi all'ombra d'un tasso perché non ce n'erano a portata di mano, si spostò accanto a un tasso barbasso (nota pianta, detta pure verbasco), che fu chiamato da allora: "il tasso barbasso del Tasso"; e Bernardo fu chiamato: "il Tasso del tasso barbasso", per distinguerlo dal Tasso del tasso.
Quanto al piccolo tasso di Bernardo, questi lo volle con sé, quindi da allora quell'animaletto fu indicato da alcuni come: il tasso del Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal tasso del Tasso del tasso; da altri come il tasso del tasso barbasso del Tasso, per distinguerlo dal tasso del tasso del Tasso.


Il comune di Roma voleva che i due poeti pagassero qualcosa per la sosta delle bestiole sotto gli alberi, ma fu difficile stabilire il tasso da pagare; cioè il tasso del tasso del tasso del Tasso e il tasso del tasso del tasso barbasso del Tasso.


gianicolo_quercia_tasso_2

giovedì 7 gennaio 2010

DA VIENNA A BUDAPEST

Perché non io?

Sul Danubio da Vienna a Budapest ed una barca di sguardi e parole e sorrisi ad accarezzarmi, come le leggere onde del Fiume..

Perché non appoggio quella dannata bicicletta e prendo in mano i remi?

Forse perché remi non ne ho
posso credere di saper navigare ma nessuno mi darà un barca per arrivare a Budapest, anche se il fiume è navigabile.

HO ancora Mozart nei miei sogni, l'Europa nel cuore, il settecento Viennese negli occhi.

ed ogni volta tornerò con le ruote a Vienna, ogni volta a Budapest come ho sempre fatto.

ma la vera strada è l'acqua, nuova, costante. Quella. L'acqua è più ferma della terra.


Arrivederci Europa.



mercoledì 30 dicembre 2009

BUON 2010

PRIMO GENNAIO




Il terzo bicchiere di spumante probabilmente era troppo

troppo per chi già aveva ecceduto a cena tra bianco e rosso.

"BUON 2010!"

Riuscii ugualmente a ballare fino a tardi: non mi sentivo male e neppure così intontito, almeno fino all'ultimo bicchiere. Il terzo bicchiere di spumante, appunto.
Pensai a Cristina, la pensai ad un'altra festa, la pensai con un altro uomo ed il dolore per un attimo mi fece dimenticare che l'anno era già finito e che un colpo di spugna avrebbe cancellato tutto: ero lì per quello, per non pensarci. Il dolore non esiste, Cristina uguale passato, Paolo uguale futuro. Pensa a te stesso, pensa a te stesso, riparti dalla nuova vita, ricostruisci i pezzi mancanti, dai valore al tuo lavoro, alle tue passioni.
Pensa a te stesso, pensa a te stesso.

Il dolore si rinascose nel fegato, sempre presente ma più lieve, in pausa ed in agguato al tempo stesso ma riuscii a dominarlo ridendo forte e pronunciando il suo nome nella mia mente. "AH AH! E' stata une bella parentesi della mia vita! FI-NI-TA. Cristina uguale passato, Paolo uguale futuro"

Potevo continuare a ballare.
 
"BUON 2010 Elisa! BUON 2010 Mary! BUON 2010 Veronica!"

C'erano così tante ragazze lì ed io avevo speso un anno della mia vita con quella sbagliata. Alcune di quelle che stavo abbracciando in quei momenti avevano anche cercato qualche approccio con me che invece vedevo solo Lei, sempre Lei accidenti!

"BUON 2010!"  Era finito questo schifo di 2009, finito grazie a Dio!

1 gennaio 2010 a casa mia, la festa a casa mia che avevo pensato molto tempo prima. Che avevamo pensato in due.

Lasciamo perdere.

Non stavo più bene. Pensai di adagiarmi un momento in camera da letto, cinque minuti per riprendermi.
Mi addormentai in diagonale, con la testa dalla parte dei piedi che invece penzolavano a pochi centimentri dal cuscino.



Al mio risveglio era già pieno giorno. Silenzio assoluto. Solo il transito di un'automobile a pochi metri dalla mia finestra a piano terra.
Richiudo gli occhi per riaprirli pochi secondi dopo.
Non c'è nessuno.

"Che figura! Non saranno riusciti a svegliarmi e saranno andati via senza salutare."

La mia camera era come l'avevo lasciata la sera prima ma io avevo dormito sotto le lenzuola,con il cuscino normalmente sotto la testa. Mi avevano persino sistemato nel letto.
Qualcuno aveva spostato alcuni oggetti nella stanza: una valigia in alto, il tappeto.
La foto di Cristina era sparita e non ricordavo di averla tolta: pensavo che nessuno dovesse entrare in camera mia per cui non avevo avuto il coraggio di toglierla, non ancora anche se non volevo lasciare immaginare che pensassi ancora a lei.

Feci pochi passi fuori dalla stanza e mi fermai come in un incubo. Qualcuno aveva bevuto quanto me e si era divertito un po' ovunque a spostare oggetti, togliere quadri.
Altri passi. In cucina.
Tutto era pulito. Forse Silvia, Betty mentre dormivo avevano messo a posto.
Tutto in ordine. Cominciai a guardare nei cassetti, nei pensili. Non solo era tutto a posto e pulito ma anche nel modo in cui lo avrei fatto io. Forse non ricordavo, forse sono sonnambulo.
Il frigo. "Mio Dio" dentro c'erano altre cose, altro cibo che non avevo comprato io. Ricordavo benissimo di aver finito il burro ed ora ne trovavo più di mezo panetto. Tutto era diverso. Cosa diavolo era successo?
Forse era già pomeriggio anche se non sembrava dalla luce. Guardai la sveglia: 10.45 del mattino. Controllai l'orologio nello studio: 10:46
Pensai addirittura fosse già il 2 gennaio e qualcuno avesse mangiato in casa mia vegliandomi. Che assurdità! mi avrebbero portato in ospedale! O forse c'ero già stato? Forse non era niente di grave ed ero stato dimesso e qualcuno aspettava il mio risveglio da un momento all'altro.
Ma non c'era nessuno.
Controllai in giardino.
Nessuno.
Controllai la sveglia
primo gennaio, 2 gradi centigradi.

"BUON 2010!" pensai. Cominciamo bene. "Buon 2010....."
Osservai un attimo il calendario in cucina lasciandomi cadere sul divano ad angolo: uno dei tre mutui che stavo ancora pagando per un capriccio di Cristina.
Anche il calendario non era lo stesso: non si erano accorti che avevo già  appeso il calendario nuovo della Banca?
"Che stupidaggine" pensai guardando il numero più grande a 4 cifre
Mi avvicinai alzandomi in piedi per poter vedere bene.
Presi in mano il calendario sganciandolo dall parete e finalmente i miei occhi si spalancarono.

Corsi in camera da letto per cercare l'orologio da polso, spinsi un pulsante e il cuore mi saltò in gola.

era di certo un incubo.

Accesi la radio, girai tutte le stazioni cercando la voce di qualcuno.



"......Come avete passato l'ultimo dell'anno? Avete bevuto eh?......"
Questa frase accompagnata in sottofondo dalle note di una canzone sconosciuta attirò la mia attenzione

".....beh amici all'ascolto...per chi è già cosciente.....per chi è riuscito ad alzarsi prima di mezzogiorno..... noi siamo sempre qui a tenervi compagnia

in questo

primo

gennaio

2011





n12-black-300

lunedì 7 dicembre 2009

DI RAME E DI ACCIAIO

LA PENTOLA




Una pentola mi sembrò troppo larga, un'altra stretta.

Quella fonda certo no e nemmeno la casseruola.
Quella che preferii non potevo permettermela.
Provai a contrattare sul prezzo ma non ottenni che uno sguardo di commiserazione e tornai a casa pensando che in fondo mi piacciono i cibi freddi. 

 
In realtà nella mia mente si fissò per giorni e giorni l'immagine ed il profumo di una speziatissima pasta e fagioli

pentole-pots-Alessi

venerdì 30 ottobre 2009

LE CITAZIONI PERPETUE

IL DIARIO DI SCUOLA DELLE RAGAZZE


 


Lo ammetto: giro spesso tra community e blog, leggendo i "post" dai titoli più curiosi e quello che scrivono le ragazze, di qualsiasi età, è mediamente più interessante di quanto scrivano gli uomini.


Ma proprio le "femmine" sono responsabili di un crimine che si protrae da più di vent'anni, dai Diari ai blog.


sì perché il blog non è poi molto diverso dal diario di scuola: anche questi mi interessavano moltissimo e li leggevo tutti, li commentavo osservando quelle pagine colorate dalle ragazze, piene di stelline e cuoricini che rispecchiavano un mondo tanto più bello di quello di noi maschi, con diari pieni solo di scudetti del pallone e poco senso artistico.


Le compagne di classe riuscivano a trasmettere su quelle pagine il grande bisogno di esprimersi, di interagire anche partendo dall'anima mentre "noi" eravamo tanto chiusi, falsamente forti tanto da nascondere con la volgarità il bisogno di essere amati. Con il pallone il bisogno di voler bene ad un amico.


Ma non di questo volevo parlare      e qui torno al "crimine" a cui accennavo poche righe più in alto:


 


LA CITAZIONE SCONTATA


 


Intendo dire che sulla quasi totalità di blog e diari che ho visto e sfogliato negli anni appaiono costantemente alcune strofe, poesie, stralci di racconti, leggende metropolitane ed aforismi che ormai nauseano persino quando sono pensieri geniali e altissime opere d'arte.


procedo quindi alla:


 


CLASSIFICA DELLE CITAZIONI SCONTATE PRESENTI SULLA QUASI TOTALITA' DI BLOG E DIARI DELLE RAGAZZE.


 


DECIMO POSTO : Per il mondo non sei nessuno ma per qualcuno sei il mondo


anche in versione lingua inglese, autore anonimo


NONO POSTO:  La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia


Di recente apparsa per ovvi motivi, l'autore è Rossi Vasco


OTTAVO POSTO:  La storia della Gazzella e del Leone che ogni giorno in Africa si devono svegliare presto ed iniziare a correre se vogliono campare.


E' tra le più vecchie, recentemente meno usata per il fatto di essere stata ridicolizzata da un noto trio comico. Parecchi anni fa questo fu anche il testo di uno spot NIKE ma continuò a comparire sui diari con la stessa frequenza.


SETTIMO POSTO:  La favola brasiliana del ragazzo che vede le sue orme e quelle di Cristo che lo accompagna, poi si lamenta con il Signore perché da un certo punto, nel momento più difficile, ci sono solo un paio d'orme ma Cristo risponde che è perché Lui lo teneva in braccio.  


Qui perdonatemi ma non conosco l'autore che in molte versioni appare come anonimo brasiliano.


SESTO POSTO:    Non piangere perché è finita, sorridi perché c’è stata.


Anonimo anche qui, si riferisce alla "storia d'amore" ma personalmente la ritengo valida anche per la torta al mascarpone
 


QUINTO POSTO:   La vita è come la scala del pollaio... corta e piena di m.....


Volevo evitare le citazioni meno meritevoli come questa......ma è decisamente tra le più inflazionate. Autore ovviamente anonimo


 QUARTO POSTO:


SCUOLA


S= societa
c=che
u=uccide
o=ogni
l=libero
a=alunno....   (oggi in versione "ke" al posto di "che")


 


incredibile, questo acronimo pare risalga agli anni 40 !!!!


 TERZO POSTO:       GAETANO E ANNAMARIA 3 METRI SOPRA IL CIELO    (oppure "IO E TE 3MSC" per non stancarsi)


Questa è anche una frase da "muro", i due nomi citati sono solamente un esempio quindi puramente casuali (o quasi). L'autore è Moccia e l'uso di questa frase è dovuto all'altissima popolarità del film e quindi del libro a prova di analfabeta che hanno contagiato migliaia di adolescenti. 


SECONDO POSTO: La poesia  Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine ecc. ecc.


A quanto pare falsamente attribuita a Neruda dalla quasi totalità di persone che la citano, compreso l'ex Guardasigilli Clemente Mastella nel noto discorso al Senato per la fiducia al governo Prodi.


PRIMO POSTO:     :   Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi.


Vince in assoluto. Quasi tutti citano anche la fonte ovvero "il Piccolo Principe" dello scrittore/aviatore De Saint Exupery. Molti passaggi di questo capolavoro meriterebbero di essere citati e conservati nel cuore. Questa riflessione è estrapolata da una serie di frasi che la volpe dice al Principe: è un bellissimo pensiero ma il suo uso in stile "copia ed incolla" su blog e diari lo ha ormai privato di ogni significato.....


 


 


bacio

Nella Foto un capolavoro di arte umbra : una carta argentata ed una semi trasparente con una frase d'amore in più lingue sono un po' in tutti i diari delle ragazze o quasi (c'era anche nei miei).
Ma in fondo cosa c'è di male nell'accartocciare nella stagnola un meraviglioso pensiero di Baudelaire o Shakespeare imbrattandolo di cioccolato alla nocciola?


Per molti restano gli unici versi amati e letti in tutta la vita......

mercoledì 28 ottobre 2009

I CERCHI NEL GUANO

UFO E PUNTI DI VISTA



Una canzone assai nota dalle mie parti (Bologna) del cantautore Andrea Mingardi racconta di un contadino convinto di aver visto un marziano in mezzo alla campagna a San Giovanni In Persiceto.
La località non è casuale, si tratta di un grosso centro con qualche decina di migliaia di abitanti che, come tutti i paesi della bassa fino a ferrara, è circondato da campi, campi e campi. L'idea di un bolognese della città o delle colline come me è che, oltre la Via Emilia, ci siano solo contadini e nebbia anche se poi non è proprio così.

L'UFO, da sempre ha come luogo prediletto di invasione del nostro pianeta la campagna. Gli atterraggi di extraterrestri necessitano probabilmente ampi spazi che però si possono trovare un po' ovunque nel nostro pianeta.
No. ET vuole la campagna perché probabilmente non vuole intralciare il traffico e creare disordine. Appare con mille luci ma non vuole essere notato. Preferisce essere fotografato da pessimi fotografi con macchine sfocate o con infrarossi in modo da finire su giornaletti per amatori piuttosto che quotidiani ad alta tiratura.

L'UFO vuol farsi vedere ma non da tutti, sa benissimo che le sue apparizioni sono clamorose ed eclatanti ma gode nel sapere che non possono essere dimostrate e che rimane sempre il dubbio del "ma chissà se l'han visto davvero". Sono un po' come i mostri dei fiumi e dei canali che facevano paura ai nostri nonni. C'eran sempre dei testimoni oculari ma questi mostri non si sono mai trovati. Ci tenevano a mostrarsi ed impaurire ma non volevano dare prove della loro esistenza.

D'altronde anche quando noi visitiamo la Luna o Marte, gli abitanti locali fanno di tutto per nascondersi mentre in realtà sappiamo che in quei deserti di sabbia rossi si nascondono enormi civiltà ed astronavi timide che si insabbiano proprio quando visitate da astronauti e sonde terrestri.

Per quanto persone che studiano tutta la vita (nelle università e nei luoghi adatti, non sui libri di fantascienza)  dimostrino che nel nostro sistema solare non possono esserci forme di vita evolute e forse nemmeno al livello di un batterio o di una proteina..... numerosissimi esimi diplomati tentano di trovare prove che li smentiscano o cercano file misteriosi dei governi e frasi criptiche di Neil Armstrong per asserire il contrario e regalarci fratelli vicini.

E per quanto si possa smentire il relativismo e la fisica degli ultimi cento anni, gli extraterrestri più lontani dovrebbero vivere migliaia di anni per visitare con tranquillità il nostro pianeta. Un minimo di diversi anni, più facilmente centinaia può durare un viaggio di questi. Tutto per un paio d'ore di cerchi nel grano ma c'è una logica. Pensate a chi va al mare solo di domenica e fa 3 ore di coda sull'autosole all'andata e tre ore al ritorno per fare mezz'ora di bagno al mare e leggere "Grazia" o la "Gazzetta dello Sport". In fondo sono simili a noi.

Oggi è molto fuori moda credere a draghi e streghe. Mille anni fa quasi tutti ci credevano ma oggi no. Sarebbe improponibile. Persino Dio e le religioni sono fuori moda, a meno che non propongano vestiti caratteristici e teorie rivoluzionarie che permettano di sentirsi molto "in" tra la gente comune.
Siamo nel 2000 ed è giusto credere negli UFO che vogliono che tutti sappiano che ogni tanto passano, con astronavi che sfidano tutte le possibilità della fisica, per fare pipì in un campo e confrontarsi con l'intelligenza degli abitanti terrestri (che loro credono essere principalmente graminacee o talpe evidentemente)

No, neppure questo è del tutto vero, no. Perché si interessano anche di noi umani con un hobby abbastanza discutibile: il rapimento.
Il problema è che, ahimé, questi soggetti finiscono sempre per restituirceli e ci tocca ritrovarceli sullla metà dei canali televisivi con le loro interviste esclusive nelle quali dicono più o meno niente se non che si tratta di un'esperienza che segnerà per sempre la loro vita.

Forse il fulcro di tutto è il punto di vista. Mi ricordo che una volta vidi quattro luci di grandi dimensioni girare in tondo nel cielo della sera, tra poche nuvole ed una mezza Luna. Ero in giardino ed a pochi metri da me ilmio vicino di casa osservava la stessa scena. Mentre lui decise di prepararsi ad un attacco marziano io cercai di capire quale fonte di luce proiettasse quello strano movimento (ovvero la discoteca Kiwi di Piumazzo di Castelfranco). Punti di vista.