giovedì 12 febbraio 2015

DEL MEGLIO E DEL PEGGIO

ORZATA E SCHWEPPES


Sono alfine giunto a questo brano del mio "blog". Comincio con questa premessa perché mi accingo ad affrontare un tema a me davvero caro, cominciando col parlare dell'

ORZATA

A parte la manovra di cui sentiamo parlare durante l'America's Cup, l'orzata è notoriamente quell'impasto biancastro e denso dal sapore amarognolo ma allo stesso tempo incredibilmente disgustoso e dolciastro che è comunemente ritenuto dissetante e piace tanto ai nostri nonni.

Chi, come me, è stato bambino negli anni '80 o nei due decenni precedenti ha dovuto fare i conti con queste bevande orribili o gasatissime o peggio colme di coloranti fino ad essere avvelenate.
A dire il vero l'infanzia di molti di noi è piena di traumi e interrogativi sul perché alimenti decisamente disgustosi ci fossero proposti come prelibatezze. Mi vengono in mente le coppe decorate a centro tavola, colme di caramelle: le tonde zuccherine con la carta colorata, quelle alla menta con la cartina trasparente, quelle che "frizzavano" ai gusti arancio e limone oppure le "Rossana" che regalavano tutte le nonne ai nipoti, in base a una convenzione misteriosa. Poi le caramelle al caffé, le buonissime e intramontabili e infine quelle classiche a forma di goccia. 
Proprio tra queste ultime si nascondeva sempre la temibile "Caramella all'anice" dalla inconfondibile carta azzurrina. Il suo sapore stomacava ogni bambino e quando mi capitava di pescarne una (perché a fatica raggiungevo il centro tavola con il mio piccolo braccino e quindi la pesca era faticosa e casuale) la nascondevo in qualche cassetto per poi ritrovarla sciolta d'estate e appiccicata a qualche blocchetto di appunti o a una vecchia "Bic".

Banalizzando potrei citare anche altri "sapori di un tempo" che erano orrendi per tutti noi: è il caso dei canditi nel panettone natalizio: non li voleva nessuno e li toglievamo pazientemente ad uno ad uno.......

Ma tra i tanti "nemici del buongusto" di quando ero piccolo ne è rimasto uno, un avversario personale, la cui sola presenza di una bottiglia nelle mie vicinanze ha su di me il medesimo effetto della Kriptonite per Superman. 



L' ORZATA

appunto.

Diciamo la verità: a quanti piace (e gli ultra ottuagenari sono esclusi da questo discorso.....) ?

Tengo conto del valore affettivo, dei ricordi dell'infanzia e di allegre estati al bar tra l'aranciata quasi fluorescente con lo 0,001% di succo, la gassosa con il 99% di anidride carbonica o i gelati Toseroni ed Eldorado consumati tra una partita e l'altra di "Space Invaders" e "Pac Man"

Però se fa schifo fa schifo.


A tutto questo si contrappone l'oggetto dei miei desideri: leggermente frizzante, amarognola ma leggera, fresca e dissetante, allegra e giovane la



SCHWEPPES



L'acqua Tonica per eccellenza da non confondersi con l'acqua brillante. Non chiedetemi perché ma pare siano molto diverse. 

Semplicemente acqua, anidride carbonica ed aromi naturali. Due secoli fa era utilizzata anche per guarire la malaria (conteneva molto più chinino dell'attuale ricetta e per la presenza di questa pianta dai provati effetti terapeutici, la Schweppes ebbe un boom nelle colonie inglesi dell'epoca).

La bevo anche in inverno ma un bicchiere di questa pozione a metà luglio, sommersa da cubetti di ghiaccio, mi fa rinascire più di un caffé e ginseng.

Con orgoglio la chiedo a gran voce e con soddisfazione anche nelle birrerie più irlandesi e scozzesi che si possano trovare, tra gli sguardi di commiserazione degli amici e dell'oste: "Ho girato ovunque per trovare le birre più esclusive e questo mi ordina una tonica, tzè !"    

E a chi mi accuserà di parteggiare per bevande moderne e gassate anziché le sane cose italiane di una volta risponderò che la Schweppes è nata nel 1783 e la cara orzata delle tavole dei nostri nonni non è assolutamente a base di latte di mandorle calabresi, come si potrebbe credere, bensì di un latte ricavato dal benzoino, una pianta che si importa dal sud est asiatico.......

 

Sì, lo so che non si vede molto in questa foto ma quelli sono i "Fab Four"

che si scolano la mia Schweppes!!!! (fonte: www.schweppes.it)



Ricordo che Schweppes è un marchio registrato e penso che nessuno di quell'azienda si sia offeso per i contenuti di questo post. In quanto all'orzata non ho citato "Toschi", "Fabbri" ed altri per cui non c'è problema.

mercoledì 21 gennaio 2015

SUL MEZZO

IL VIAGGIATOR DISTRATTO



Io sono il viaggiator distratto
nel tratto tra Bologna e Monteveglio:
addormentato fin dal Meloncello
soltanto in cima a Zocca mi risveglio.
E' meglio ch'io non lasci mai un ombrello
...appeso: l'autobus ha già la collezione
di oggetti con la firma del mio nome



martedì 20 gennaio 2015

LA BELLA ADDORMENTATA DI NUOVO

ANCORA DI PRINCIPI, PRINCIPESSE E FAVOLE...

Ora racconto io come andò veramente: 
nessuno disse al Principe Azzurro che il cavallo era zoppo e anche irrequieto e durante il viaggio il pover' uomo fu disarcionato talmente tante volte da arrivare nel bosco incantato sfinito e con il mantello strappato.
Non sembrava più un Principe...
e non era più nemmeno tanto azzurro
si sedette sotto una quercia e si mise a dormire.
La Bella Addormentata, dal profondo del suo sonno, ebbe la visione del Principe straccione e del suo cavallo zoppo a pochi passi da lei e nel sogno pregò intensamente che quel tizio non si accorgesse di lei e della bara di cristallo.


Ora potreste osservare che in tale maniera la vicenda non sembra avere un lieto fine

ma i finali delle favole lasciano spesso tutto in sospeso, un po' come Cenerentola buona e brava che sposa il Principe: 
chi ci assicura che quest'ultimo sia un bravo marito? 
In fondo sappiamo solo che può avere tutte le donne che vuole, fa lo splendido alle feste con i soldi del padre ed è evidentemente feticista.




Now I tell you the real story:

no one said to the Charming Prince that the horse was lame and too restless and during the trip the poor Prince was thrown so many times to arrive in the Enchanted forest exhausted and with his cloak torn.
He seemed no longer a Prince ...
and was not even so much Charming
He sat under an oak tree, closed his eyes and rest.
The Sleeping Beautyfrom the depths of his sleephad a vision of the Beggar Prince and his lame horse lame a few steps from her, and in her dream she prayed earnestly that the guy would not notice her and the crystal coffin.

Now you might observe that in this manner the story does not seem to have a happy ending
but the end of the fables often leave everything on holda bit like Good and honest Cinderella that finally marries the Prince:
who assures us that it is a good husband?
After all we only know that he can have all the women he wants, he looks great at balls and parties with his father's money and is clearly a fetishis

martedì 25 novembre 2014

LE PERSONE SEMPLICI

 LA VERA BELLEZZA

Che belle le persone che sanno emozionarsi,
le poche persone che ancora sanno emozionarsi e lasciarsi sorprendere.
Belle persone che non hanno bisogno di dimostrare qualcosa. Che sono speciali perché non si rendono conto di esserlo, che ballano e cantano perché ciò le rende felici 

e che guardano tutto 
con l’unico filtro del cuore


How wonderful are those people who know how to get excited,
the few people who still know how to get excited and be surprised.
Beautiful people who don't need to prove something, people who are special because they don't realize to be so, who dance and sing because it makes them happy

and they look at everything
with the only filter of heart


domenica 2 novembre 2014

LA FINESTRA SUL CORTILE


QUELLI CHE CI BUCAVANO IL PALLONE

L'ignoranza è vivere Solo di regolamenti. La bellezza va spesso oltre i regolamenti.

Non che non debbano esistere le leggi o che non si debbano rispettare: ci sono regole che servono per vivere bene e altre regole le inventano gli ignoranti invidiosi
invidiosi di chi sa apprezzare le cose belle.

Gli invidiosi sono quelli che interrompono le feste dei ragazzi togliendo la corrente, quelli che bucavano il pallone dei bambini quando finiva nel loro giardino, quelli che non escono mai di casa perché odiano le feste di paese, quelli che si chiudono a guardare la tv perché odiano le giornate di Sole.
Gli invidiosi non protestano con il vicino che ascolta le partite di calcio alla radio a tutto volume per 3 ore: loro preferiscono lamentarsi direttamente con l'amministratore condominiale per il ragazzino che suona la chitarra mezz'ora la sera. 
Gli ignoranti denunciano gli organizzatori di una festa in piazza, sotto casa loro, perché la festa è terminata alle 23.39 e non alle 23.30 come previsto. Così chi organizza le feste si rompe le scatole, va ad organizzarle in altri paesi e quel posto muore senza balli, senza musica, senza dolci artigianali, senza banchetti alla domenica.
Gli ignoranti non si divertono mai e non amano niente quindi odiano chi si diverte e chi vive la vita e per questo devono distruggere le cose belle.
Vogliono paesi senza feste e senza rumori alla domenica perché la domenica sia grigia come il lunedì. Forse perché il loro papà non li ha mai portati a una festa e loro non hanno mai portato i loro figli e non capiscono perché altri debbano andare alle feste.
Odiano lo sport, tranne quello alla televisione. Odiano chi fa  attività all'aperto e odiano i ciclisti alla domenica  perché le strade appartengono alle automobili che devono sfrecciare a cento all'ora tra le curve. Di fretta come al lunedì. Con il loro puzzo e il loro frastuono.
Perché qualche festa ci deve essere ma è brutto averla sotto casa: meglio che sia a cento chilometri da noi. Un po' come una centrale nucleare.

Gli ignoranti proveranno a fermare qualunque iniziativa per riuscire a rendere il loro paese morto, silenzioso, triste come loro. E un paese morto è un paese che attira i delinquenti, che fa fuggire i giovani o che fa loro cercare altri divertimenti. Dove non c'è sport, musica, balli arriva l'alcool, il teppismo. La droga. Nelle piazze dove non c'è musica e non c'è luce, gioia, ci saranno altre persone: quelle persone oscure che occupano gli spazi lasciati vuoti.

Le leggi, a volte, sono a loro favore, sono a favore dei grigi ignoranti perché sono state create da persone grigie come loro e perché le regole tendono a impedire e quasi mai a favorire le iniziative.

E così, chi apprezza le cose belle della vita, dovrà lottare contro questi mostri che ci spiano da dietro le finestre e che faranno di tutto per distruggere i nostri paesi, per disprezzare la gioia altrui, per denunciare la musica e vivere solo di rumore. Per imporre la sonnolenza e l'indolenza contro allegria e alla vita.



 Ignorants live only with rules. The beauty often goes beyond the rules.

It's not that we don't need ay law or that we don't need to respect them: there are necessary rules to live well and other rules invented by ignorants envious

envious of those who appreciate beautiful things and joy.

The envious are those who interrupt the parties of the guys removing the current, the ones that pierced the soccer ball of the children when it falls in their garden, the ones who never leave the house because they hate the parties in their village, those who are close to watching TV because hate days of sun.
Envious not complain about the neighbor who listens to football games on the radio at full volume for 3 hours: they prefer to complain to the condominium administrator for the kid who plays guitar half an hour in the evening.
The ignorant denounce the organizers of a party in the square, spying and phoning from their homes, because the party ended at 23:39 and not at 23:30 as planned. So who organizes festivals will prefer to do them in other villages and that place dies without dancing, with no music, no homemade pastries, no banquet on Sunday.
The ignorant do not enjoy it and do not like anything ever so hate those who like and those who live life and then have to destroy beautiful things.

They want no village parties and no music at Sunday because Sunday must be gray as Monday. Perhaps because their dad has never brought them to a party and they never brought their children and do not understand why others should go to parties.
They hate sports, except on television. They hate cyclists on Sundays, they hate those who do outdoor sports because the roads belong to cars running at sixty miles per hour between the curves. As quickly as Monday. With their stink and their noise.
Because there must be some parties somewhere but not in their own villages: better in a place hundred miles from them. Just like a nuclear power plant.

The ignorant will try to stop any initiative to be able to make their country dead, quiet, sad as they are. And a dead country is a country that attracts criminals, making escape young people that will try to find other entertainments. Where there is no sports, music, dancing comes alcohol, hooliganism and drug. In places where there is no music and there is no light, joy, there will be other people. not good people.

And so, those who appreciate the finer things in life, will have to fight against these monsters who are spying us from their windows and they will do everything to destroy our country, to despise the joy of others, to denounce music and living only with noise. To force drowsiness and indolence against gaiety and life.

The laws sometimes are in their favor, are in favor of the gray ignorant because they were created by gray people like them and because the rules tend to prevent and almost never to promote initiatives.

mercoledì 24 settembre 2014

IL RAGAZZO CHE CORRE

IL RAGAZZO CHE VOLEVA SCONFIGGERE IL TEMPO


Correva sempre, correva dappertutto: sapeva solo correre.
 
Non correva per scappare dagli inseguitori o per essere il più veloce di tutti ma perché era convinto che si potesse correre più del tempo. 
Viaggiando alla stessa velocità del tempo, quest'ultimo, si sarebbe come fermato o addirittura sarebbe potuto tornare un pochino indietro ma per fare ciò non ci si poteva fermare mai: bisognava correre per sempre.
 
Ecco il suo avversario: quel tempo che non lascia finire i propri lavori, che morde e consuma troppo in fretta i momenti più belli, che ci fa perdere il treno, che ci fa dimenticare cose importanti, che decide cosa si può fare e cosa no
 
e che decreta inesorabile la fine delle giornate, delle settimane, dei mesi
 
e degli anni.




He always ran, he ran everywhere: he only knew how to run.
He did not run to escape from his pursuers or to be the fastest of all but because he was convinced that yis possibile to run more than time.
Traveling at the same speed as time, the latter would have stopped or even could have gone back a little but to do this you could never stop: you had to run forever.
 
Here is his opponent: the time that does not let you Finish your jobs, that bites and consumes the best moments too quickly, that makes us miss the train, that makes us forget important things, that decides what can be done and what not
 and which inexorably decrees the end of days, weeks, months
and years

domenica 21 settembre 2014

BACI PERUGINA

LA DIVORATRICE DI BACI


C'era una volta una donna che comprava scatole di Baci Perugina 
e le divorava
 

e così rimanevano una montagna di cioccolatini che si scioglievano ammucchiati, 

avvolti da versi poetici che nessuno avrebbe mai letto





Once upon a time there was a woman who used to buy boxes of chocolates divouring them

and so, at the end, remained a lot of chocolates melting acervated and wrapped around with poetic verses which nobody will ever read