Che belle le persone che sanno emozionarsi, le poche persone che ancora sanno emozionarsi e lasciarsi sorprendere.
Belle persone che non hanno bisogno di dimostrare qualcosa. Che sono
speciali perché non si rendono conto di esserlo, che ballano e cantano
perché ciò le rende felici e che guardano tutto con l’unico filtro del
cuore
How wonderful are those peoplewho know how toget excited, the few people whostillknow how toget excitedandbe surprised. Beautiful people who don't need toprove something, people who are specialbecause they don't realize to be so, who dance and singbecause itmakes them happy
andthey look at everything withthe only filter of heart
L'ignoranza è vivere Solo di regolamenti. La bellezza va spesso oltre i regolamenti.
Non che non debbano esistere le leggi o che non si debbano rispettare: ci sono regole che servono per vivere bene e altre regole le inventano gli ignoranti invidiosi
invidiosi di chi sa apprezzare le cose belle.
Gli invidiosi sono quelli che interrompono le feste dei ragazzi togliendo la corrente, quelli che bucavano il pallone dei bambini quando finiva nel loro giardino, quelli che non escono mai di casa perché odiano le feste di paese, quelli che si chiudono a guardare la tv perché odiano le giornate di Sole.
Gli invidiosi non protestano con il vicino che ascolta le partite di calcio alla radio a tutto volume per 3 ore: loro preferiscono lamentarsi direttamente con l'amministratore condominiale per il ragazzino che suona la chitarra mezz'ora la sera.
Gli ignoranti denunciano gli organizzatori di una festa in piazza, sotto casa loro, perché la festa è terminata alle 23.39 e non alle 23.30 come previsto. Così chi organizza le feste si rompe le scatole, va ad organizzarle in altri paesi e quel posto muore senza balli, senza musica, senza dolci artigianali, senza banchetti alla domenica.
Gli ignoranti non si divertono mai e non amano niente quindi odiano chi si diverte e chi vive la vita e per questo devono distruggere le cose belle.
Vogliono paesi senza feste e senza rumori alla domenica perché la domenica sia grigia come il lunedì. Forse perché il loro papà non li ha mai portati a una festa e loro non hanno mai portato i loro figli e non capiscono perché altri debbano andare alle feste.
Odiano lo sport, tranne quello alla televisione. Odiano chi fa attività all'aperto e odiano i ciclisti alla domenica perché le strade appartengono alle automobili che devono sfrecciare a cento all'ora tra le curve. Di fretta come al lunedì. Con il loro puzzo e il loro frastuono.
Perché qualche festa ci deve essere ma è brutto averla sotto casa: meglio che sia a cento chilometri da noi. Un po' come una centrale nucleare.
Gli ignoranti proveranno a fermare qualunque iniziativa per riuscire a rendere il loro paese morto, silenzioso, triste come loro. E un paese morto è un paese che attira i delinquenti, che fa fuggire i giovani o che fa loro cercare altri divertimenti. Dove non c'è sport, musica, balli arriva l'alcool, il teppismo. La droga. Nelle piazze dove non c'è musica e non c'è luce, gioia, ci saranno altre persone: quelle persone oscure che occupano gli spazi lasciati vuoti.
Le leggi, a volte, sono a loro favore, sono a favore dei grigi ignoranti perché sono state create da persone grigie come loro e perché le regole tendono a impedire e quasi mai a favorire le iniziative.
E così, chi apprezza le cose belle della vita, dovrà lottare contro questi mostri che ci spiano da dietro le finestre e che faranno di tutto per distruggere i nostri paesi, per disprezzare la gioia altrui, per denunciare la musica e vivere solo di rumore. Per imporre la sonnolenza e l'indolenza contro allegria e alla vita.
It's not that we don't need ay law or that we don't need to respect them: there are necessary rules to live wellandother rules invented by ignorantsenvious
enviousofthose who appreciate beautiful things and joy.
Theenviousare thosewho interruptthe partiesof the guysremoving thecurrent, the ones thatpiercedthe soccer ballof thechildrenwhen it fallsin their garden, the ones who never leave thehousebecause they hatetheparties in their village, those who areclosetowatching TVbecausehatedays ofsun. Enviousnotcomplain aboutthe neighbor wholistens tofootball gameson the radioat full volumefor 3 hours: they prefer tocomplain to thecondominium administratorforthe kidwho plays guitarhalf an hourin the evening. The ignorantdenouncethe organizersofa partyin the square, spying and phoning from their homes,because the partyended at23:39and notat23:30as planned.So whoorganizesfestivals will prefer to do them inother villagesand that placedies withoutdancing, with no music, nohomemade pastries, nobanqueton Sunday. The ignorantdo not enjoy itanddo not likeanythingeversohatethose who likeandthose who live lifeand then have todestroybeautiful things.
They wantno village parties andno musicat SundaybecauseSunday must begray asMonday.Perhaps becausetheir dadhas neverbroughtthem to a party andthey neverbrought their childrenanddo not understand whyothers shouldgo to parties. They hatesports, except on television.They hatecyclistson Sundays, they hate those who dooutdoor sportsbecause the roadsbelongto cars running atsixty miles per hourbetween the curves. AsquicklyasMonday.With theirstinkand theirnoise. Becausethere must besome parties somewherebut not in their own villages: better in a place hundredmiles from them.Just like a nuclear power plant.
The ignorantwill try tostopanyinitiativeto be able tomake theircountrydead, quiet, sadas they are.And adead countryisacountrythat attractscriminals, makingescapeyoung peoplethat will try to findother entertainments.Where there is nosports, music, dancing comesalcohol,hooliganism and drug.Inplaceswhere there is no musicandthere is no light, joy, there will be otherpeople. not good people.
And so,those who appreciatethe finer things inlife, will have to fightagainstthese monsterswhoare spying usfrom their windows andthey will doeverything to destroyourcountry, todespisethe joyof others, to denounce musicandliving only with noise. To forcedrowsiness andindolenceagainstgaietyand life.
The lawssometimesarein their favor, arein favor of thegrayignorantbecause they were createdbygray peoplelike them andbecause the rulestend topreventand almost never to promote initiatives.
Correva sempre, correva dappertutto: sapeva solo correre.
Non correva per scappare dagli inseguitori o per essere il più veloce di tutti ma perché era convinto che si potesse correre più del tempo.
Viaggiando alla stessa velocità del tempo, quest'ultimo, si sarebbe come fermato o addirittura sarebbe potuto tornare un pochino indietro ma per fare ciò non ci si poteva fermare mai: bisognava correre per sempre.
Ecco il suo avversario: quel tempo che non lascia finire i propri lavori, che morde e consuma troppo in fretta i momenti più belli, che ci fa perdere il treno, che ci fa dimenticare cose importanti, che decide cosa si può fare e cosa no
e che decreta inesorabile la fine delle giornate, delle settimane, dei mesi
e degli anni.
He always ran, he ran everywhere: he only knew how to run.
He did not run to escape from his pursuers or to be the fastest of all but because he was convinced that yis possibile to run more than time.
Traveling at the same speed as time, the latter would have stopped or even could have gone back a little but to do this you could never stop: you had to run forever.
Here is his opponent: the time that does not let you Finish your jobs, that bites and consumes the best moments too quickly, that makes us miss the train, that makes us forget important things, that decides what can be done and what notand which inexorably decrees the end of days, weeks, months
Sono certo, per convinzione personale, che il tema del
soliloquio sia stato tra i primi mai trattati nella storia della Psicologia e
Psichiatria. Lo penso perché è tra le manifestazioni umane ritenute poco lucide
che vengono indicate e riscontrate più spesso. Almeno nel pensiero comune.
Per quanto si possa dire che, occasionalmente, quasi tutti
si trovano a parlare con sé stessi bisogna ammettere che chi esprime i suoi
pensieri ad alta voce può essere visto con diffidenza più di chi ha scatti d’ira
verbali o manifestazioni abbastanza violente.
Non credo di aver bisogno di uno psichiatra per affermare
che, se limitato e ben cosciente, si tratti invece di un esercizio utile e
importante. Io sono una di quelle persone a cui capita abbastanza spesso ma lo faccio
volontariamente e lo ritengo un modo per aiutare la memoria e la riflessione.
Sicuramente ho cominciato da piccolo: soprattutto fino ai sette, otto
anni di vita in cui ero figlio unico e avevo la necessità di costruire
dialoghi, imitare quelli degli altri, ripetere ad alta voce le azioni per
sviluppare sequenze logiche.
Ora che vivo da solo, il ripetere determinati concetti,
marcare alcune azioni ad alta voce è straordinariamente efficace
Ma non è tutto.
Anche la normale ricostruzione di avvenimenti o dialoghi non
soddisfacenti, con le parole non dette e che si sarebbero volute dire è
utilissima se non rimane fine a sé stesso come puro sfogo ma si sfrutta per
capirsi e migliorare con l’esperienza le interazioni fisiche e verbali sul
lavoro, con gli amici e nei sentimenti.
Insomma: io parlo da solo e me ne vanto e credo non si debba
avere paura se, oltre a porci domande ad alta voce, a volte abbiamo anche le
risposte. Certo che se riteniamo che le risposte non giungano dalla nostra
stessa voce e riflessione bensì da un amico immaginario
Se insomma non siamo in grado di gestire questo dialogo
interno come un breve e normale sfogo mentale o esercizio di concentrazione
cosciente
Può scattare il discorso patologico.
Fino a quel momento io me le dico, io me le scrivo
Io me le canto
HELLO!HOW DO I FEEL?
I am sure,bypersonal conviction,thatthe theme of "soliloquy" wasamong the firsteverdiscussed in the history ofpsychologyandpsychiatry.I think so because it's one of the human's manifestations considered "not too wise" which is shown andidentifiedmore often.
Even ifalmost everyone talk with himself occasionally, we must admit thatthose who expresshis thoughtsaloudcan be viewedwithdistrust more than those who havetemper tantrumsorverbalmanifestationsquiteviolent.
I do not thinkI needa psychiatrist tosay that,iflimitedandwell aware,it isan useful and important exercise.I often do it but I do it consciounsly andI think it isa way to helpyour memory andreflection:Ithink it began in childhood: Developedespecially in the firstseven or eight yearsof life in whichI wasan only child without brothers or sisters and I hadthe need to constructdialogues, situations and repeataloud theactions to developlogical sequences.
Now that I livealone the repeating of certain concepts, the markin of some actionsaloud isextraordinarily effective to store in my mind or understand better.
Butthat's not all.
Eventhenormalreconstructionof eventsordialoguesunsatisfactory,with wordsunspoken isusefulifit's not a mere outburst but it'is used tounderstand andimprovewith experiencephysical and verbalinteractionsat work,with friendsand in the feelings.
In short:I speakaloneand I'm proudand I thinkwe should notbe afraidif, in additionto askquestions out loud, sometimeswe havethe answers.Of course ifwe believe thatthe answers do notcomefrom our ownvoice andreflectionbut froman imaginary friend
In short, ifwe are notable to managethisinternal dialogueas a shortandnormalventormentalconcentration's exercise we can usethe wordpathology.
Until thenItellto me, Iwriteto me
Più o meno dal minuto 3.
Meravigliose riflessioni e relative risposte di Tevye
(l'attore Topol nel "Violinista sul tetto").
A volte il protagonista sembra rivolgersi più che altro a Dio in cerca
di una improbabile manifestazione palese di approvazione ma in altri
momenti crea uno straordinario e buffo dialogo con sé stesso che sembra
fermare il tempo intorno a lui, mentre la figlia attende un sì per il matrimonio.
che
cerca di divorarsi una ventina di problemi della società moderna
(maschilismo, maschilismo sul lavoro, incomprensioni con figli
adolescenti, famiglie separate, incomprensioni uomo/donna, arrivismo,
competizione professionale e vita stressante, superficialità degli
uomini e tanto altro) in un paio d'ore a volte un po' prevedibili ma
divertenti
e che comunque ha il pregio di far riflettere
(senza contare le canzoni di Sinatra come colonna sonora......)
A dire il vero è sufficiente il titolo a scatenare pensieri e suggestioni
Anche
non insistendo sul problema dell' atteggiamento della maggior parte dei
"maschi" che sostanzialmente odiano in maniera profonda le femmine ed
il loro mondo
ma parlando di uomini con un po' di sensibilità e spirito.
Siamo
sempre così bravi nel capire le amiche e così incapaci di comprendere
le "donne" così, queste, piangeranno a causa nostra o per un gesto che a
noi appare insignificante, per parole sciocche e perché non riusciamo a
capire quanto ci vogliono bene e quanto il loro mondo sia più bello del
nostro.
Poi
torniamo, torniamo a consolare le nostre amiche, che vivranno le stesse
difficoltà che noi riusciamo a creare ad altre ragazze.
Ma se solo fossi ricco, molto ricco e colmo di lingotti e banconote ma sai cosa farei? Lo vuoi sapere? ti comprerei un buonissimo gelato. Uè! Non sto dicendo un cono o in una cialda: parlo di quelli grandi, quelli dentro il vetro che han dentro frutta fresca, frutta vera a pezzi gialli e rossi e poi la panna, il cioccolato e la granella sopra sparpagliata.
Però se guardo in tasca, quella destra, beh: i soldi per la coppa, sì: ci stanno! E allora prendi sto' gelato così buono che fa dimenticare i tuoi pensieri e poi ti fa scordare chi non ti capisce. Gustati nocciola e caramello e appoggiati tranquilla a questo braccio per fare cinque passi sotto il Sole (che pure quello è ormai una merce rara).
Ed io credevo fosse necessario e invece non mi serve di esser ricco: Alla mia cena penserò domani per oggi ho già mangiato un buon sorriso.