mercoledì 19 marzo 2014

GAROTA DE IPANEMA



LA MUSA DI VINICIUS E TOM


Avrà più o meno 16 anni: una ragazzina

Di sicuro la più affascinante di Montenegro Street, abita al civico 22 e ogni giorno la vedi passare: alta e abbronzata, giovane e carina

Capelli lunghi, occhi verdi ma, più che la sua perfetta bellezza, tutti impazziscono per il suo passo, la sua camminata seducente.


Cammina

E mentre passa chi la vede esclama: “Aaaah”



Davanti al Bar “Veloso” di Ipanema, a sud di Rio de Janeiro (siamo all’inizio degli anni ’60), due uomini la stanno seguendo con lo sguardo


About 16 years old : a very young girl. Certainly the most attractive girl of Montenegro Street. She lives at number 22 and every day you can see her walking : tall, tanned , young and pretty. Long hair , green eyes , but more than her perfect beauty , all men go mad for her seductive way to walk . The girl goes walking
And when she passes, each one she passes goes - "Aah" !

From the Bar " Veloso "in Ipanema , south of Rio de Janeiro (we are in the early '60s ) , the two men are following the girls with their eyes

“L’hai vista ? L’hai vista??!”

“E chi non l’ha vista, Tom?? Aaah…mamma mia! E’ sempre qui in spiaggia, la vediamo tutti i giorni! E’ perfetta”

“Ehi! Ragazza!! Chi sei? Come ti chiami”

Sorride, nessuna timidezza, sa di essere osservata ma

Torneresti sui tuoi passi  
Ragazza che passi 
Se ti voltassi ad ogni singolo  “Aah!” 

“Heloisa  … Helo per gli amici”

“E noi siamo amici?”  chiede Vinicius. 


" Have you seen her ? Have you seen her ? "   
" Who didn't , Tom ? Aaah ... oh my! She 's always here at the beach, we see her every day! She's perfect!"    
"Hey ! Girl ! Who are you? What's your name "She smiles , no shyness, but she knows that she's observed

Would you go back on your stepsIf you had to turn your head for every single Aah ! "

" Heloisa ... Helo for friends"" And are we friends? " asks Vinicius .


João Gilberto: Tom, e se tu scrivessi una canzone
che ci possa dire
raccontare che cos'è l'amore?

Tom Jobim: Vedi Joãozinho, non saprei
fare poesia senza Vinicius...

Vinicius de Moraes: Perché si possa realizzare questa canzone,
magari ci fosse João a cantarla.

João Gilberto: Ah, ma chi sono io? Io non sono bravo come voi.
Ma se la cantassimo tutti e tre...

E tutti e tre: Guarda che cosa bellissima, così piena di grazia…



João Gilberto: Tom , and if you wrote a song, can we tell with it: what is love ?Tom Jobim : See Joãozinho , I don't know how to make poetry without Vinicius ...Vinicius de Moraes : To realize this song there would be João singing it.João Gilberto: Ah, but who am I? I'm not as good as you.But, maybe, if we sang it all together ...And all three : Look what beautiful , so full of grace ...

GAROTA DE IPANEMA


Olha, que coisa mais linda,  
Mais cheia de graça,  
É ela, menina, que vem e que passa,  
Num doce balanço, a caminho do mar.
Moça do corpo dourado,  
Do sol de Ipanema, O seu balançado  
É mais que um poema É a coisa mais linda
Que eu já vi passar  

Ah, por que estou tão sozinho?  
Ah, por que tudo é tão triste?
Ah, a beleza que existe
A beleza que não é só minha,  
Que também passa sozinha. 
  Ah, se ela soubesse  
Que quando ela passa, O mundo inteirinho
Se enche de graça E fica mais lindo
Por causa do amor.

Ed è romantico che oggi, la strada dove vivevano il poeta e la ragazzina che lo affascinò con quel suo passo felino e il corpo dorato, porti proprio il nome di Vinicius de Moraes
E oggi, la quasi settantenne Helo Pinheiro, è ancora per tutti i brasiliani
La Garota de Ipanema di una delle canzoni più celebri di tutti i tempi.


 






 



domenica 26 gennaio 2014

ADELE ASTAIRE

ADELE A.




Sono stati spesi fiumi di inchiostro, da parte della stampa e della critica Broadwayana e Holliwoodyana, in merito a chi sia stata la "più grande partner" del celebre

FRED ASTAIRE



Per decenni, Fred, danzò in molte pellicole con le migliori ballerine della storia del cinema: Cyd Charisse, Vera Ellen, Ann Miller, Eleanor Powell, senza voler dimenticare Rita Hayworth che, per quanto bravissima e completa, cede qualche punto sul ballo alle altre già citate. Inutile dire che, se parliamo di intesa e duetti memorabili, il primo nome che viene in mente è quello di Ginger Rogers tanto che i due personaggi, per quanto Fred Astaire sia un simbolo a sé, vengono nominati assieme quasi inevitabilmente.

GINGER & FRED


In queste discussioni, però, manca sempre quella che nessuno di noi ha mai visto danzare ma che è stata senza dubbio una delle più straordinarie interpreti di Broadway di tutti i tempi e della quale Fred Astaire fu per lungo tempo solo il più giovane e inesperto partner artistico:

ADELE.....ASTAIRE




E' incredibile pensare come questi due fratelli possano avere avuto una carriera in coppia durata quasi un trentennio sapendo che, proprio al termine del loro sodalizio, cominciò la vera e propria carriera del grande Fred Astaire a Hollywood che sarebbe stata ancor più lunga e ricca di successo.

Questo è stato possibile perché i due conobbero il Vaudeville, i teatri, la celebrità quando erano ancora piccolissimi: cinque anni lui e sette lei. Alcuni degli spettacoli più celebri di Hollywood furono segnati dai loro duetti di ballo e canto. Relegare Fred Astaire, infatti, alla sua fama di ballerino perfetto ed elegante sarebbe riduttivo considerando che alcuni tra i più grandi compositori del 900 scrissero i loro brani più celebri apposta per lui.

Per lungo tempo Adele fu la leader, la migliore tra i due anche se già alla fine degli anni 20 Fred iniziò a diventare la star dei teatri osannato dalla critica.
Nei primi anni '30, però, il sodalizio tra i fratelli si rompe a causa dell'imminente matrimonio di Adele con un Duca inglese. Adele tenterà ancora in teatro senza Fred ma la scomoda ombra e il perfezionismo maniacale del secondo cominciarono a creare stress e forte soggezione in lei, tanto da indurla ad abbandonare il suo primo set cinematografico (con Maurice Chevalier!) proprio per questi motivi. In verità non avrebbe mai voluto separarsi dall'adoratissimo fratello ma era più attratta dal Vecchio Continente e dai nobili corteggiatori inglesi che dalle luci, dalla popolarità e dallo stress di Broadway.

Adele fu una stella di prima grandezza e dotata anche di una notevole personalità fuori e dentro la scena. La carriera nel cinema di Fred Astaire, il sodalizio con la Rogers, fecero dimenticare Adele al grande pubblico eppure anche lei fu l'artista ideale e grande amica di Gershwin (tanto per citarne uno qualunque). Fu anche la prima scelta per il Peter Pan di J.M. Barry (ma dovette rinunciare per motivi di contratto) e chi la conobbe sul palco non la dimenticò mai tanto che, rimasta vedova dopo la guerra, ricevette un lungo corteggiamento artistico da parte di Irving Berlin per vederla ritornare sulle scene come protagonista (la prima di "Annie get your Gun"!).Il suo fascino, infine, rese credibile addirittura il gossip di un suo flirt con JFK nonostante una differenza di età di circa venti anni.

martedì 24 dicembre 2013

24 DICEMBRE

24 DICEMBRE

 

..."Mi raccomando ragazzi: Per Natale, fate i bravi" 
disse ad alta voce l'anziana signora ai nipoti scalmanati.

 

Il giorno dopo, 25 dicembre, i giovani uscirono in strada vestiti da sgherri spagnoli del '600 e minacciarono il curato del paese per impedire un imminente matrimonio.


martedì 26 novembre 2013

STORIE DI CUCCIOLI E DEL PICCIONE GIACOMO


IL PICCIONE GIACOMO



Un tempo, in un certo luogo, il piccione Giacomo vide un gruppo di cuccioli, di cagnolini piangere in un angolo, sotto un porticato, mentre imperversavano un vento e una pioggia freddi e fastidiosi.

"Dov'è la vostra mamma?" chiese
"E'... andata a procurare il cibo per noi piccoli" rispose dopo un po' il più paffutello dei piccoli, strofinandosi gli occhi con la zampetta.
"E allora perché piangete? Sono certo che tornerà subito con quel che vi serve. Non sarà la prima volta, no?"
"E' che piangiamo - rispose ancora - perché la mamma ci ha rimproverati ché ancora non sappiamo abbaiare...e ha detto che se non impariamo ad abbaiare non diventeremo mai grandi"
"Tutto qui?" spalancò gli occhi Giacomo
"Certo!"
"Ma non è così grave! Io le so queste cose!
Abbaiare ... dico abbaiare veramente, non è difficile
.....ma neppure una sciocchezza.
Tutti i cani credono di abbaiare. Non tutti abbaiano veramente. Alcuni lo fanno sempre, solo per farsi notare da tutti e io non li sopporto; altri abbaiano male, per non aver voluto imparare.
Vi esprimerete tutta la vita facendo gesti, muovendovi, agitando la coda ma anche e soprattutto abbaiando!
E' dentro di voi, lo sapete già fare. Non serve insegnarlo ma … c'è un problema.
"Quale??" e questa volta risposero tutti i cagnolini in coro che ormai avevano smesso di piangere e ascoltavano con attenzione le parole del saggio Giacomo.

"Beh... per abbaiare servono due cose:
prima di tutto bisogna avere un motivo per abbaiare. I lupi ululano alla Luna, per ricordarle che le sono devoti per essere la loro compagna ed illuminare le notti. I cani da guardia abbaiano quando un ladro cerca di avvicinarsi al cancello.
Un motivo, ci vuole un motivo: qualcosa davanti a sé per cui abbaiare.

Seconda cosa: bisogna avere qualcosa dentro per abbaiare fuori. Abbaiare nasce da un sentimento inespresso che si vuole esprimere; vien dallo stomaco, dal cervello e poi, attraverso tutto il corpo, esce: leggero come una piuma o potente come il tuono; alto come un fischietto o grave come la sirena di una nave. Esce da solo, piccoli miei! Se gli date spazio per uscire, se lo fate con l'anima e con la bocca aperta, il naso in avanti e la schiena diritta. Esce da solo se abbiate con tutta l'anima senza pensare ad altro. Chi vi ascolta deve capire perché abbaiate!

E così la mamma, una bella cagnetta bianca, tornando con il cibo, si ritrovò circondata dai suoi cinque cuccioli che abbaiavano festosi perché volevano mangiare e perché volevano farle sapere come erano felici che lei fosse tornata.

poco più in là, un piccione, camminava per i portici ripetendo:

"Qualcosa, davanti a sé, un motivo per farlo......... e qualcosa di grande, dentro, da esprimere e da tirare fuori senza pensare a chi mi guarda......" e continuava a camminare e camminare il piccione Giacomo,

che non aveva mai avuto il coraggio

di imparare

a volare






martedì 22 ottobre 2013

DELLA VITA E DELLE SUE CONFUSIONI

NEL POSTO SBAGLIATO


Penso che ognuno sia nel posto sbagliato.

Chi non merita gli onori e i denari che incassa e chi vale più della miseria in cui vive; chi sa amare e vive tra chi non sa ricambiare questo amore e chi piange a causa di chi ride. 
E' nel posto sbagliato chi fa un mestiere e ne vorrebbe un altro; chi ha il cuore di un artista ma ha tra le mani solo un calcolatore. 

Chi canta come un angelo e lavora per il demonio e chi sa sognare in una famiglia che uccide i suoi sogni ma anche chi deve scappare dal suo paese per vivere in luoghi dei quali nemmeno conosce la lingua. 

Gli dei, la Natura, il destino hanno creato i luoghi e i compiti, poi hanno preso i protagonisti e li hanno mescolati, distribuendoli a caso sulla Terra. 

E ora 

ognuno 

deve ritrovare il posto giusto 



ma non è facile.


I think everyone is in the wrong place.

Who does not deserve the honors and the money he owns; who is better than the misery in which he lives and who knows how to love and live among people unable to love and those who cry because of those who laugh.
Is in the wrong place who does a job but he would wish another one; who has the heart of an artist but only a pencil and a ruler in his hands.
 

Who sings like an angel and works for the devil and who knows how to dream in a family who kills his dreams but also those who must escape from their country to live in places where they don't even know the language.
The gods, nature, fate have created the sites and tasks, then they took the characters and mixed them, distributing everyone randomly on Earth.
 

And now
everyone
has to find the right place


but it's not easy


lunedì 7 ottobre 2013

DELL' UMANITA'

PANE AL NEMICO




Il mio bisnonno, classe 1897, ha avuto la fortuna e la sfortuna di vivere in prima persona avvenimenti e momenti storici del secolo scorso.

Uno dei suoi racconti più drammatici che posso ricordare si riferiva alla Grande Guerra dalla quale ebbe la fortuna di tornare vivo nonostante episodi incredibili degni di Remarque.

In prima linea, negli ultimi mesi di guerra che vedevano l’esercito Austro ungarico ormai in disfatta e incapace di rifornire anche solo minimamente le prime linee, il suo gruppo di Bersaglieri si trovò in trincea a pochi passi dal nemico: è risaputo che in diverse occasioni le due fazioni attendevano per ore e per nottate gli assalti contrapposte a distanze di meno di cento metri.
Nella notte, il mio bisnonno e i suoi commilitoni cominciarono a sentire un grido dai loro nemici: “Italiani! Fame! Pane!”.
Il dolore e la mancanza di forze degli austriaci erano ormai più grandi della paura di una fucilata, di una mitragliata o di un assalto alla baionetta. Fu così che, lontano dagli occhi dei superiori, in qualche modo i soldati italiani acconsentirono a quell’assurda richiesta di soccorso.

Erano le stesse persone che avrebbero ammazzato il giorno dopo
o da cui sarebbero stati ammazzati.



Perché lo fecero?

“Perché erano uomini come noi, stavano morendo di fame”
Il mio bisnonno pronunciava questa frase come se fosse la più naturale del mondo. Era uno di quelli che teneva un paio di medaglie buttate in un cassetto per 70 anni, senza neanche riguardarle o lucidare. Uno che fece la guerra perché si doveva, non perché odiasse un nemico. 

In casi come questo, davanti a disperazione e dolore, non ci si possono porre tante domande. Si fa perché non siamo solo esseri razionali ma abbiamo anche una pietà: siamo esseri umani a cui, a volte, ci viene imposto di odiare per legge.



My great-grandfather , born in 1897, had the fortune and misfortune to experience first hand events and historical moments of the last century. One of his most dramatic stories that I can remember was referring to the Great WW1, from which he was lucky enough to come back alive despite incredible episodes worthy of Remarque. In the first line, in the last months of the war that saw the Austro Hungarian army in defeat and unable to supply the first lines, his group of "Bersaglieri" found themselves in the trenches a few steps away from the enemy: it is a fact that in different occasions the two sides waited for hours or nights for the assaults opposed to distances of less than one hundred meters. In the night, my great-grandfather and his comrades began to hear a cry from their enemies: " Italiani! hunger ! Bread ! "The pain and lack of strength of the Austrians were now larger than the fear of a rifle, a machine gun or a bayonet charge . And so, far from the eyes of their superiors, Italian soldiers agreed to this absurd request for help. They were the same people who would have killed the next day or from who they would be killed.Why did they do ?        
 "Because they were people like us, they were dying of hunger"
So he used to say
In cases like this, in desperation, in pain, you can't have many questions.  It is because we are not only rational beings but we also have a pity : we are human beings who, sometimes, law imposes to hate .



Da "Uomini Contro" di Francesco Rosi. Uno straordinario episodio 
cinematografico abbastanza assimilabile a quello che racconto qui sopra.


M.Monicelli - La Grande Guerra (Sordi e Gassman)

martedì 1 ottobre 2013

PERSONE BELLISSIME



SGUARDI E PAROLE



Esistono persone bellissime

E non è solo un’apparenza: non è solo estetica ma non è una sensazione disgiunta da quello che vedono i nostri occhi.

Vale quando osservo una ragazza ma può valere anche per un uomo. Un sorriso aperto di una signorina nel fiore degli anni o di un ragazzo capace di trasmettere serenità con uno sguardo.

Può essere anche una signora anziana, gentile e ben curata con i capelli bianchi ben pettinati mentre la vedi scrivere o risponderti sorridente e pensi che potresti sposarla per quegli occhi così belli e per la calma che riesce a trasmetterti oppure per quanto sa comunicarti la sua giovinezza, quando ti racconta sognante la sua vita e i suoi incontri. Ti passa in testa questo pensiero buffo anche se ha quarant’anni più di te.

E’ bellissima una bimba dagli occhi grandi e i lunghi capelli scuri che non ha paura di niente e nessuno, che ha quattro fratelli più piccoli e si diverte a pettinarli e vestirli; a lavorare per loro come una mamma senza mai lamentarsi. Ha la voce di un angelo e canta parole semplici come lei. Non odia nessuno e pensa di essere felice perché ha una famiglia e perché può andare ogni giorno a scuola e incontrare tanti amici diversi.

E’ bello un uomo di sessanta anni con le spalle forti e la fronte alta, che cammina da solo nel buio e che da lontano sembra un orso solitario ma se lo sfiori su una spalla ti aprirà il suo cuore e ti racconterà mille storie, alcune persino vere, per riderne insieme.

E’ bella l’amica piccola e agile, con gli occhi che brillano solo perché ti vede e che ti vuole bene senza un motivo, senza che tu lo meriti. Forse solo perché tu vuoi bene a lei. Anch’essa ha delle storie da narrare e forse tu ne hai per lei. Sono regali preziosi che doniamo solo a persone speciali, persone che hanno orecchie in un mondo sordo e brutto.

Persone bellissime.